Il contest “Ser al centro” porta i valori di Olivetti nelle università dell’America Latina

Design, creatività e centralità della persona: una nuova generazione di progettisti è chiamata a reinterpretare l’eredità dello Stile Olivetti

Cosa significa progettare mettendo davvero al centro le persone? È una domanda che attraversa oggi il mondo del design, della tecnologia e dell’innovazione. Una domanda che appare particolarmente attuale nell’epoca dell’intelligenza artificiale, dell’automazione e delle piattaforme digitali, ma che in realtà accompagna da decenni il dibattito sulla funzione sociale del progetto.

Proprio da questa riflessione prende vita “Ser al centro”, il contest internazionale rivolto agli studenti di design latinoamericani che accompagnerà la mostra “Olivetti Vivo“, in programma a Cuenca, in Ecuador, dal 23 novembre 2026 al 14 febbraio 2027. Il concorso invita i partecipanti a reinterpretare attraverso il linguaggio del manifesto contemporaneo i valori che hanno caratterizzato lo Stile Olivetti e che continuano a rappresentare un riferimento per il mondo della progettazione.

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Universidad del Azuay, Cappelli Identity Design e Associazione Archivio Storico Olivetti, con la collaborazione di RUFA – Rome University of Fine Arts. Un progetto che punta non soltanto a valorizzare la memoria storica dell’azienda di Ivrea, ma soprattutto a stimolare una riflessione sul ruolo che il design può avere nella società contemporanea.

La scelta del nome del concorso non è casuale. “Ser al centro” richiama infatti uno dei principi che hanno caratterizzato l’esperienza olivettiana: la centralità dell’essere umano all’interno dei processi produttivi, organizzativi e progettuali. Una visione che Adriano Olivetti trasformò in pratica concreta attraverso politiche innovative per il benessere dei lavoratori, investimenti culturali e una concezione dell’impresa profondamente legata allo sviluppo delle comunità.

Oggi quel messaggio torna a essere attuale. In un contesto caratterizzato da trasformazioni tecnologiche sempre più rapide, cresce infatti la necessità di interrogarsi sul rapporto tra innovazione e persone. Se da un lato le tecnologie offrono opportunità senza precedenti, dall’altro emerge la necessità di garantire che il progresso rimanga al servizio dell’essere umano e non il contrario.

È proprio questa sfida che il contest intende portare all’attenzione dei giovani designer latinoamericani. Ai partecipanti viene chiesto di realizzare manifesti capaci di interpretare in chiave contemporanea il concept “Proyección hacia el futuro”, sviluppando una riflessione visiva sul rapporto tra individuo, comunità e innovazione.

La scelta del manifesto come unico linguaggio espressivo ammesso nel concorso appare particolarmente significativa. Il manifesto ha infatti rappresentato uno degli strumenti più importanti nella storia della comunicazione visiva del Novecento e ha avuto un ruolo centrale anche nell’identità grafica costruita da Olivetti nel corso dei decenni.

Attraverso il manifesto, designer e artisti hanno saputo sintetizzare idee complesse in immagini immediate e potenti. Oggi questo linguaggio continua a conservare una straordinaria capacità di comunicazione, soprattutto quando viene reinterpretato alla luce delle nuove sensibilità culturali e delle opportunità offerte dalle tecnologie digitali.

Per gli studenti partecipanti, il contest rappresenta inoltre un’importante occasione di confronto internazionale. I progetti finalisti saranno infatti esposti all’interno della mostra “Olivetti Vivo” presso il Museo Municipal de Arte Moderno di Cuenca, consentendo ai giovani autori di dialogare idealmente con uno dei patrimoni culturali e progettuali più influenti del Novecento.

L’esposizione dei lavori all’interno del percorso museale assume un valore particolare perché crea un ponte tra passato e futuro. Da una parte la storia di Olivetti, raccontata attraverso documenti, prodotti iconici, fotografie e materiali d’archivio; dall’altra le interpretazioni contemporanee proposte da una nuova generazione di creativi provenienti da diversi Paesi dell’America Latina.

I tre migliori progetti riceveranno i riconoscimenti Oro, Plata e Bronce, ma il valore dell’iniziativa va ben oltre la dimensione competitiva. Il vero obiettivo è favorire la diffusione di una cultura del progetto capace di coniugare innovazione, responsabilità sociale e attenzione alle persone.

In questo senso, “Ser al centro” si configura come un laboratorio internazionale di idee. Un’occasione per dimostrare come i principi che hanno reso celebre l’esperienza olivettiana possano ancora ispirare nuove forme di creatività e nuove modalità di interpretare il ruolo del design nella società.

Mentre il dibattito globale si concentra sempre più sulle implicazioni dell’intelligenza artificiale, della digitalizzazione e delle tecnologie emergenti, il concorso lancia un messaggio chiaro: l’innovazione più significativa continua a essere quella che mette al centro le persone.

Ed è forse proprio questa la lezione più attuale che Olivetti può ancora offrire alle nuove generazioni.

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