Aprire spazi in casa: quando serve il progetto e cosa sapere prima

Abbattimento muri interni: perché farlo?

I motivi per abbattere un muro interno sono numerosi. I più frequenti sono:

  • Creare un open space tra cucina e soggiorno, e quindi conferire modernità agli spazi (oggi vanno di moda “ampi e multifunzionali”).
  • Unificare ambienti piccoli per aumentare la luminosità obiettivo fondamentale soprattutto per gli immobili ai piani bassi,
  • Riorganizzare gli spazi per nuove esigenze abitative, es. allargare una camera da letto o trasformare uno sgabuzzino in palestra.

Prima di procedere, è fondamentale distinguere tra gli elementi oggetto dell’abbattimento: tramezzi, ovvero muri interni non portanti, più facili da rimuovere; muri portanti, elementi strutturali essenziali per la stabilità dell’edificio. Per questo è necessario il parere di un tecnico, anche nei casi che sembrano semplici.

Quali sono le tecniche di demolizione più usate?

La scelta della tecnica di demolizione dipende dalla posizione del muro, dalla sua funzione e dal contesto abitativo. Le più comuni sono:

  • Demolizione selettiva: permette di lavorare con precisione, riducendo rumori e polveri. Indicata in ambienti abitati.
  • Demolizione parziale: si usa per aprire varchi o passaggi senza eliminare l’intero muro.
  • Demolizione in breccia (sul blog di Edilnet.it trovi una guida specifica): è una tecnica controllata che prevede la rimozione di una porzione limitata di parete, spesso in presenza di strutture portanti. Garantisce la sicurezza dell’intervento e la corretta distribuzione dei carichi.

Sono tutte tecniche complesse. Dunque, è necessario affidarsi a imprese specializzate, dotate delle attrezzature adatte e in regola con le normative di sicurezza.

Quando serve un progetto tecnico e le relative autorizzazioni

Creare ambienti più aperti e luminosi è un obiettivo sempre più diffuso nelle ristrutturazioni. Tuttavia, aprire spazi in casa comporta valutazioni tecniche, autorizzazioni e scelte progettuali da non sottovalutare. Quasi mai è possibile demolire un muro interno senza autorizzazione edilizia. L’iter prevede:

  • Redazione di una pratica edilizia, come la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) se il muro è portante; CILA (Comunicazione Inizio Lavori Asseverata) se il muro è un tramezzo.
  • Invio del progetto al Comune, con eventuale deposito presso il Genio Civile.
  • Nomina del direttore lavori e del collaudatore, se richiesto dalla normativa regionale.

Ignorare questi passaggi comporta sanzioni amministrative, ma anche responsabilità legali in caso di incidenti o crolli. La sicurezza strutturale non va mai sottovalutata.

Costi e tempistiche: da cosa dipendono davvero

I costi per ampliare lo spazio abbattendo un muro interno variano in base a diversi fattori. Per esempio, lo spessore e il materiale del muro (laterizio, calcestruzzo, pietra). Incide ovviamente anche la tipologia di demolizione (parziale o totale). Stesso discorso per lo smaltimento delle macerie edili, attività più complessa di quanto non si immagini di solito.

Le tempistiche variano anch’esse, ma mediamente servono:

  • 1 giorno per un tramezzo leggero;
  • 2-3 giorni per interventi su muri portanti, compresi i lavori di messa in sicurezza;
  • Settimane se è richiesto un iter autorizzativo o l’intervento su impianti.

A guidare, in questo caso, è il rapporto con l’impresa. Un rapporto franco, trasparente, valorizzato dalla capacità dell’impresa medesima nel comunicare tempestivamente informazioni tecniche e riguardanti le tempistiche, agevola l’erogazione del servizio e di conseguenza anche la buona riuscita del lavoro.

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